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Dott.ssa Teresa Remoli

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Via della Madonna del Riposo, 114 - 00165 ROMA, Aurelio quartiere (Roma)

Cel: 3273244159

Consento il trattamento dati Legge n. 196/03.*

Dr. Gianluca Maria Battista

Dr. Gianluca Maria Battista

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Cel: 0692929725

Il Dr. Gianluca Battista è Psicologo abilitato ed iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Lazio col n. 10157. E' specializzato in psicoterapia individuale e di gruppo. Tratta disturbi d'ansia, dell'umore, alimentari e sessuali. Per maggiori informazioni è bene consultare il sito web del dottore http://www.gianlucabattista.org.

Consento il trattamento dati Legge n. 196/03.*

Dott.ssa Teresa Remoli

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Cel: 3273244159

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Cel: 327 3244159

Il Distress costituisce una seria minaccia per il benessere psicofisico delle persone. Uno dei possibili strumenti d'intervento è costituito dalle Tecniche di Rilassamento e dal Training Autogeno. La Dr.ssa Remoli Teresa è Psicologa e Psicoterapeuta specializzata in questo tipo di tecniche. Da diversi anni cerca di aiutare le persone a superare tali malesseri praticando T.A. Consulta il sito web della dottoressa (http://www.studipsicoterapiateresaremoli.it), oppure chiama direttamente il numero 3273244159 e richiedi un appuntamento.

Consento il trattamento dati Legge n. 196/03.*

Psicologo Roma Eur

Adolescenti e le nuove dipendenze: i rischi dei social network.

 

psicologo adolescenti

Mio figlio sta sempre al computer; non esce quasi più. Quando lo chiamo risponde male e non mi ascolta. Non so come comportarmi.

Questa è una delle frasi che sento pronunciare da genitori preoccupati dal comportamento dei figli, a partire dall'età di 11-12 anni anche se si nota una tendenza che coinvolge fasce di età ancora più giovane. Un' indagine della Società Italiana di Pediatria su "Abitudini e stili di vita degli adolescenti" ha dimostrato che Internet ha sorpassato la televisione e che il 77,5% degli adolescenti tra i 11 e 14 anni usa Youtube e Facebook.

E' vero, negli ultimi vent'anni il modo di comunicare è totalmente cambiato e le nuove tecnologie hanno reso il mondo un "villaggio globale"; ma bisognerebbe riflettere sulle modalità del loro utilizzo e sui cambiamenti che apportano nella nostra vita quotidiana considerando sia i vantaggi che gli svantaggi.

E' riconosciuto che i social network rappresentino un formidabile strumento di aggregazione di persone in cerca di contatti, di condivisione e di approvazione ma costituiscono anche la spia di un problema di solitudine, e la maschera dietro la quale nascondere ansie personali, fragilità, insicurezze, preoccupazioni e disistima personale. La motivazione principale del loro utilizzo è la ricerca di intimità e di coinvolgimento emotivo anche se in realtà non crea vere relazioni e questo bisogno non viene mai soddisfatto: i contatti e le amicizie vengono "gestite" ma non vissute.

L'utilizzo della rete e dei social network può indurre alcuni giovani a restringere le relazioni con gli altri: si preferisce l'esperienza virtuale perché percepita e vissuta come più facile rispetto alla realtà di un confronto diretto con i coetanei. Spesso vengono utilizzati per compensare stati di inadeguatezza, per evitare lo stress del confronto personale o per esprimere aspetti della propria personalità che non si ha il coraggio di fare nella vita di tutti giorni. A volte questa difficoltà è occasionale e limitata nel tempo; altre volte invece, si può sviluppare la perdita progressiva della capacità di discriminare il confine tra il mondo digitale e quello reale, fino a compromettere l'integrità personale e la vita sociale.

Il rischio maggiore che si corre è la dipendenza, riconoscibile attraverso l'osservazione di alcuni tra questi comportamenti:

  • isolamento sociale;
  • utilizzo per più di 10 ore al giorno ;
  • perdita di interessi verso la scuola, gli amici e i rapporti affettivi;
  • nervosismo, fastidio e irritazione al richiamo verso le proprie responsabilità.

Tale situazione, viene definita "trance dissociativa da videoterminale", in quanto provocherebbe, oltre una tendenza alla regressione, al ritiro e all'isolamento, veri e propri fenomeni dissociativi, non si distingue più la vita virtuale da quella reale.

Cosa possono fare i genitori per evitare che l'utilizzo del web e dei social si trasformi in una dipendenza?

  1. Innanzitutto è bene avere un atteggiamento di apertura verso i nuovi mezzi, che non devono essere visti come una minaccia ma possono rivelarsi una risorsa se utilizzati in maniera corretta;
  2. E' importante stabilire regole di comportamento: ( es. vietare l'utilizzo mentre si pranza, quando si sta parlando con gli altri, o fissare orari stabiliti dopo i compiti);
  3. Essere coerenti: utilizzare i social e il telefonino in modo corretto prima di tutto noi stessi. Ma se per primi non abbiamo un'educazione in questo senso, è quasi impossibile insegnarla agli altri perché non si notano gli stili di consumo svantaggiosi o addirittura patologici.
  4. Parlare e costruire momenti di dialogo con i propri figli. Instaurare un clima di apertura e di ascolto delle problematiche dei figli consente loro di avere interlocutori disponibili senza sentirsi soli, incompresi o giudicati. Ciò affinché i social non diventino il luogo principale per ottenere quell'intimità che manca in casa. Si può spiegare loro che non è utile stare troppo "connessi" e che il raccontare tutto di sé possa essere anche pericoloso.
  5. Non per ultimo, invitare e creare opportunità per uscire, fare sport, stare all'aria aperta e incontrare altri coetanei.
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